Brunatto E. (Figlio spirituale e difensore di padre Pio)

Foto di Emanuele Brunatto

 

Emmanuele Brunatto può essere considerato il primo figlio spirituale di padre Pio e suo difensore laico.  Nacque a Torino il 9 settembre 1892. Attore, cantante, impresario di moda. Il torinese Brunatto  giunse per la prima volta a San Giovanni Rotondo nel 1920 per conoscere quel frate di cui aveva letto l’anno precedente in un articolo pubblicato su “Il Mattino”. La sua vita, fino ad allora segnata da eccessi, inganni e condanne, mutò improvvisamente fin dal primo sguardo con il Padre; lui stesso raccontò il giorno in cui lo conobbe: Padre Pio era in confessionale e «di colpo, levò la testa e mi guardò…Che dico? Mi fulminò con uno sguardo duro, corrucciato, sdegnoso, come se vedesse arrivare il diavolo in persona. […] che avvenne qualche istante dopo? […] so di essere fuggito, come un pazzo, dalla sacrestia e di essermi ritrovato solo, all’aperto, lungo il rustico recinto del giardino conventuale […] non saprei dire quanto tempo rimasi là e quante lacrime vi ho versato».

Iniziò in confessione il loro intenso rapporto di padre-figlio spirituale che li vide ancor più uniti nel 1922 quando, a causa di una forte bronchite accusata da Brunatto, Padre Pio lo invitò a trasferirsi in convento per alcune settimane, nella cella accanto alla sua, per poter usufruire delle cure necessarie. Il padre provinciale, Ignazio da Jelsi, gli chiese poi di occuparsi della formazione umanistica dei ragazzi del Collegio, offrendogli ospitalità in convento, e lì vi rimase per altri 3 anni.

A partire dal 1923 le persecuzioni a Padre Pio e i provvedimenti restrittivi imposti dai superiori portarono Brunatto a mettere in atto una fitta difesa nei confronti dell’amato Padre: raccolse documenti di denuncia che rivelavano segreti nascosti di alcune figure all’epoca ostili al frate. Nel luglio 1925, fu espulso dal convento per ordine del Santo Uffizio che proibì l’ospitalità dei laici e allo stesso Padre Pio fu vietato di parlargli, ma quando gli fu rimproverato di non averlo cacciato dalla chiesetta scrisse “non è compito mio questo, e con quale veste avrei dovuto farlo?” [Ep IV, 15 maggio 1926].

Nella seconda metà del 1925 si trasferì a Pietrelcina dove collaborò attivamente per la costruzione del convento per i frati cappuccini. Ospitato dai genitori di Padre Pio, con i quali strinse un forte legame filiale, occupò per lunghi anni la stanza in Vico Storto Valle, dove il Padre studiava da bambino, continuando la battaglia in sua difesa.

Negli anni successivi viaggiò molto per lavoro, tra Italia e Francia spendendo tutto sé stesso nella protezione dei deboli e perseguitati dal regime nazista. Tornò frequentemente a San Giovanni Rotondo, terrà a lui cara nella quale aveva visto la sua vita cambiare. Emanuele Brunatto può essere considerato un TESTIMONE della vita e della santità di padre Pio.

In occasione del centenario del suo incontro con Padre Pio , il corpo di Brunatto il 26 settembre 2020 è stato sepolto nel cimitero di San Giovanni Rotondo di fronte la vecchia cappella dei Frati Cappuccini dove riposano anche i genitori di Padre Pio.



Libri su su padre Pio:

  1. Padre Pio da Pietrelcina, Berlutti Roma 1926;
  2. Gli anticristi nella Chiesa di Cristo, Aldana-Parigi, 1933;
  3. Lettera alla Chiesa, Tipografia Spamersche Buchdruckerei 1929;
  4. Padre Pio (Libro Bianco), Geneve AID 1963.

Altre pubblicazioni:

  1. Frère Soleil, Parigi 1942;
  2. Israele mio primogenito, Aldana 1961;
  3. Le Publicam Pourquoi je l’aime, Parigi;
  4. Il bambino Gesù. Un mese di preparazione al santo Natale, Mariettti; Torino/Roma 1924;
  5. L’emmaculèe concepption l’ècole, Lourdes 1958.