1930

Il periodo delle restrizioni imposte a Padre Pio è caratterizzato da una serie di interventi ecclesiastici. In totale, il Sant’Uffizio emanò undici decreti, regolarmente sottoscritti, timbrati e pubblicati su L’Osservatore Romano. Tra il 1926 e il 1931, il Sant’Uffizio intervenne nuovamente per proibire la diffusione di tre volumi riguardanti i presunti miracoli attribuiti a Padre Pio. Tra questi libri figurava quello scritto da Alberto Del Fante, un massone fiorentino la cui conversione era stata attribuita proprio all’influenza di Padre Pio.

La situazione iniziò a cambiare nel 1933, segnando una progressiva riabilitazione:

16 luglio 1933: A Padre Pio fu concesso di tornare a confessare i religiosi.
25 marzo 1934: Fu autorizzato a confessare gli uomini.
12 maggio 1934: Ricevette il permesso di confessare le donne.

Questo processo di reintegrazione rappresentò la prima volta che il Sant’Uffizio ritrattava (seppur tacitamente) i suoi precedenti decreti, come fu notato dallo stesso Papa Pio XI in una conversazione con il vescovo Cuccarollo.

La notizia della sua riabilitazione suscitò grande gioia e Padre Pio ricevette telegrammi e messaggi di felicitazioni da ogni parte del mondo. Quando finalmente poté affacciarsi per salutare i suoi figli spirituali, fu accolto da un boato di applausi.

Tuttavia, l’esperienza delle restrizioni aveva lasciato un segno profondo: i testimoni notarono che Padre Pio appariva invecchiato e pallido, con i capelli ingrigiti e un’andatura affaticata, tanto che chi lo conosceva bene assicurò che non era più lo stesso di prima.

Nonostante le restrizioni ecclesiastiche, in questo periodo riuscirono comunque a vedere la luce alcune importanti pubblicazioni, tra cui:

1. Le opere del convertito Alberto Del Fante.
2. Il volume a carattere scientifico del dottor Giorgio Festa.

 

PUBBLICAZIONI 1930-1939

1930

Del Fante Alberto, A padre Pio, l’araldo del Signore, (Galleri Editore), Bologna   L’opera è un testo fondamentale per comprendere l’evoluzione del rapporto tra la stampa e il Frate.

1931

Del Fante Alberto, Dal dubbio alla fede. A padre Pio da Pietrelcina, (Galleri Editore), Bologna   Con questo titolo, entriamo nel vivo della testimonianza di Alberto Del Fante, poiché “Dal dubbio alla fede” è il libro che più di ogni altro incarna il passaggio dell’autore dall’anticlericalismo massonico alla devozione totale

1932

Del Fante A., Per la storia – P. Pio da P. il primo sacerdote stigmatizzato,  (Galleri Editore), Bologna    Con questo titolo l’autore compie un ulteriore passo avanti, passando dalla testimonianza personale della conversione (del 1931) alla volontà di documentare i fatti con un approccio più storiografico.

1933

Festa dott. Giorgio, Tra i misteri della scienza e le luci della fede, (Arte della stampa), Roma   Con questa pubblicazione del 1933, entriamo in una fase di altissimo profilo scientifico e apologetico. Il dottor Giorgio Festa non fu un semplice biografo, ma il medico incaricato dal Generale dei Cappuccini di esaminare clinicamente le stimmate di Padre Pio (già nel 1919 e 1920).

1934

Del Fante Alberto, Padre Pio da Pietrelcina giudicato dal settimanale cattolico Konnersrether-Sonnatagsblatt, (Costantino Galleri), Bologna.

1935

Del Fante Alberto, Dal dubbio alla fede, (Cappelli edit.).- 4 edizione

1936

Festa dottor. Festa, Pater Pio von Pietrelcina. Der Mit Chirsti Wundmalen gezeichneter Kapuziner Ordenspriester in San Giovanni Rotondo, Badenia.

 Luciani Alfredo, A Padre Pio da Pietrelcina, O. M. C. Tre sonetti abruzzesi, Pescara    Mentre i testi precedenti (Festa, Del Fante, Brunatto) avevano un taglio scientifico, biografico o polemico, il lavoro di Luciani riporta la narrazione su un piano poetico e dialettale, confermando la capillarità della fama di Padre Pio anche nell’area adriatica.

1938

Festa dott. Giorgio, Misteri della scienza e luci della fede, (Arte della stampa), Roma    Rispetto alla prima edizione del 1933, il volume del 1938 include nuove osservazioni e riflessioni nate dal perdurare dello stato delle stimmate di Padre Pio, che dopo vent’anni (1918-1938) continuavano a rimanere fresche e sanguinanti, sfidando ogni legge biologica sulla cicatrizzazione.