1940

Gli anni Quaranta segnano il passaggio di Padre Pio da “segno di contraddizione” isolato a guida spirituale di respiro internazionale, in un’Italia ferita dalla guerra che cerca rifugio nella fede.

Ecco una sintesi di questo decennio fondamentale.

Il Ministero della Riconciliazione

Dopo anni di restrizioni, Padre Pio vive una sorta di “seconda giovinezza” apostolica. Il fulcro della sua giornata diventa il confessionale, dove trascorre fino a 16-18 ore al giorno. L’obiettivo è chiaro: recuperare il tempo in cui gli era stato impedito di esercitare il sacramento, accogliendo le folle che, nonostante le difficoltà belliche, continuano a salire sul Gargano.

 Il legame con Pio XII e l'appello alla preghiera

L’elezione di Pio XII (1939) cambia il clima intorno a Padre Pio. Il nuovo Papa ha una sensibilità diversa e, con lo scoppio della Seconda Guerra Mondiale, avverte l’urgenza di una mobilitazione spirituale. Il suo invito a formare gruppi di preghiera trova in Padre Pio l’esecutore più pronto: il 17 febbraio 1942 nascono ufficialmente i Gruppi di Preghiera. Non si tratta solo di una pia pratica, ma di una struttura organizzata che diffonderà il carisma del Frate in ogni continente.

 La Rinascita Editoriale

Il decennio vede una nuova fioritura di pubblicazioni. Se negli anni Venti e Trenta i libri erano spesso atti di difesa o inchieste mediche, negli anni Quaranta la letteratura su Padre Pio diventa:

  • Divulgativa: Per far conoscere l’opera dei Gruppi di Preghiera.

  • Consolatoria: Per offrire speranza a un popolo martoriato dal conflitto.

  • Biografica: Con nuovi dettagli che emergono dopo il periodo del silenzio.


PUBBLICAZIONI 1940-1949

1940

Apollonio Donato, Itinerari Garganici. Verso la dimora di padre Pio. (Edizioni «Il Rinnovamento»), Foggia Sebbene il testo non riporti sempre una data certa in copertina (spesso attribuito ai primi anni Quaranta o fine anni Trenta), esso segna un cambiamento nel modo di raccontare Padre Pio.

Baldini Antonio, Italia di Bonincontro, G. C. Sansoni, Firenze    Questo testo, raccogliendo scritti precedenti, è fondamentale per capire come la figura di Padre Pio sia stata recepita dall’intelligenza laica dell’epoca.

1943

DEL FANTE, Alberto, Dal dubbio alla fede a Padre Pio di Pietrelcina, (arti grafiche Bologna) –

DEL FANTE, Alberto, Per la storia, (Arti Grafiche Bologna), IV edizione – ristampa –

1945

Crepas Attilio, Il frate che lesse centomila  lettere d’amore, (Apollon) Roma    Con questa pubblicazione entriamo nel clima dell’immediato dopoguerra. Il titolo “Il frate che lesse centomila lettere d’amore” è di un’efficacia comunicativa straordinaria e segna un’evoluzione nel linguaggio giornalistico e letterario applicato a Padre Pio.

Narni Mancinelli Giuseppe, Luce all’orizzonte, (Tipografia Nettuno), Bologna   Dopo gli anni bui della guerra, dei bombardamenti e dell’occupazione, Padre Pio viene indicato come la “Luce” che appare all’orizzonte di un’Italia che deve essere ricostruita. L’opera non è solo una cronaca religiosa, ma un messaggio di speranza civile e spirituale.

1946

Del Fante Alberto, Fino alla meta, (Anonime Arti Grafiche), Bologna  –  Dopo oltre vent’anni di battaglie editoriali, conversioni e vessazioni subite dal Frate (e di riflesso dai suoi biografi), Del Fante vede nella fine della guerra     e    nella piena ripresa delle attività di Padre Pio una “meta” raggiunta:      la verità che trionfa sulle restrizioni.

1947

Epifanio Vincenzo, La fede e le grazie, (Tipografia Feola e Figlia), Santa Maria Capua Vetere (CE)    Nel 1947 il cantiere della Casa Sollievo della Sofferenza era nel pieno della sua prima fase (la prima pietra era stata posta l’anno precedente). Il testo di Epifanio riflette questo passaggio dalla mistica alla carità concreta: non si parla più solo di “segni”, ma delle “grazie” che fluiscono attraverso l’opera di Padre Pio.

1948

Del Fante Alberto, Fatti nuovi, Seguito del volume «Per la storia». Padre Pio da Pietrelcina, il primo sacerdote stigmatizzato, (Anonima Arti Grafiche Editrice), Bologna   Con questo titolo, Alberto Del Fante chiude idealmente il cerchio aperto nel 1932. Sebbene il volume non riporti sempre la data in copertina (è attribuibile al periodo tra il 1948 e il 1949), rappresenta il capitolo conclusivo della sua produzione degli anni Quaranta.

Pedriali Giancarlo, Ho visto padre Pio, (Tipografia Cav. Luigi Cappetta e Figli), Foggia. Il titolo stesso, “Ho visto Padre Pio”, si pone in netto contrasto con il periodo del “silenzio” degli anni precedenti  –  Non è più il racconto di un “sentito dire” o di un’inchiesta medica, ma l’affermazione di una presenza fisica.  Pedriali comunica l’emozione dell’incontro visivo e umano con il Frate nel momento della sua piena ripresa ministeriale.

Alberto Del Fante, Dal dubbio alla fede. Quindici anni dopo la mia prima visita a padre Pio di Pietrelcina, (Arti Grafiche), Bologna Questo volume, “Dal dubbio alla fede. Quindici anni dopo la mia prima visita a Padre Pio”, non è una semplice ristampa del testo del 1931, ma un’opera di aggiornamento e bilancio fondamentale.

Fiorentini Guido Greco, Entità meravigliosa di Padre Pio da Pietrelcina , Santa Maria Capua Vetere (CE)  –  A differenza dei titoli precedenti che usavano termini come “frate”, “sacerdote” o “araldo”, Fiorentini sceglie una parola più densa, quasi metafisica. Definire Padre Pio un’“Entità meravigliosa” suggerisce una percezione del Frate che va oltre la semplice agiografia, vedendo in lui una manifestazione vivente del sacro e del mistero che trascende l’umano.

Havishmat, Ciò che mormora il vento del Gargano, (Istituto Grafico Bertello), Borgo San Dalmazzo   A differenza delle cronache giornalistiche di Crepas o dei bilanci storici di Del Fante, Havishmat si concentra sull’atmosfera spirituale. Il “vento del Gargano” non è solo un elemento meteorologico, ma il soffio dello Spirito che mormora verità eterne attraverso la figura e i silenzi di Padre Pio.

1949

Festa Giorgio, Misteri di scienza e luci di fede, (Ferri -Roma) –

Delfino Sessa P.., Padre Pio, (DEMOS – Genova) –

DEL FANTE, Alberto, Dal dubbio alla fede quindici anni dopo 1930-1945, (Anonima Arti Grafiche Bologna) –